Autore: David Icke

Edizioni Amrita

Pagg. 112 - Prezzo € 12,50

 
 

 

Sei libero: perché non te ne accorgi?

Oggi le forze più consapevoli della situazione planetaria sembrano essere quelle che premono su industrie e politici perché attuino dei mutamenti fondamentali. Questi ultimi, però, sono motivati da interessi egoistici e dal potere, e né la scienza, né la Chiesa sembrano sapere che si può fare.

E noi? Cosa possiamo fare? Perché non ci accorgiamo che già facciamo parte di una coscienza più vasta, la quale sa cosa fare?
Saremo liberi, quando ce ne accorgeremo. Paure, sensi di colpa e condizionamenti sociali impediscono alla nostra saggezza di affiorare.

David Icke, autore notissimo negli Stati Uniti quanto in Gran Bretagna, ci suggerisce come accorgerci di ciò che siamo in realtà e di quanto possiamo fare.

 

QUALCHE BRANO SCELTO:

capitolo i

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Libero me, liberi tutti!

"Libero me, liberi tutti!" Questo grido di vittoria che conclude uno dei più popolari giochi della nostra infanzia implica grandi cose.

Nulla infatti accade come fatto isolato. Non vi sono isole remote, io sono te e tu sei me. Facciamo tutti parte della Coscienza Una, la Mente Una, cioè la Creazione, l’unione di pensiero, esperienza, comprensione e sapienza conosciuta con il nome di Dio o, come io preferisco, con quello di Mente Infinita.

Tu sei Dio, io sono Dio, tutti noi siamo Dio: liberare il mondo non indica un processo a senso unico, l’apparire all’orizzonte di una persona o di un gruppo di persone sotto le sembianze di cavalleria celeste giunta a salvare il pianeta. Sì, possiamo contribuire a liberare, guarire questa meravigliosa espressione di vita chiamata Pianeta Terra, ma anch’essa a sua volta può liberarci, guarirci. Noi facciamo parte di lei e lei fa parte di noi. Siamo tutti la stessa coscienza, a diversi livelli di evoluzione e di comprensione.

Se non guariamo le nostre ferite, non potremo guarire il pianeta. Medico, cura te stesso.

 

capitolo ii

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Ama te stesso, ama il mondo

Grazie a profonde esperienze ho potuto notare come le persone proiettino costantemente nel mondo ciò che pensano di se stesse. Ho visto persone esteriormente aggressive sfogare sul loro prossimo l’odio che provavano interiormente verso se stesse; le vittime in questi casi non sono che dei semplici specchi contro i quali queste persone si scagliano con tutta la loro rabbia, frustrazione, avversione e persino disprezzo per ciò che sono e sono state. È questo ciò che realmente spinge a tanta violenza, a tanta criminalità e a comportamenti negativi d’ogni tipo.

Ad un certo punto i media riuscirono a convincere la gente che, date le mie parole, dovevo essere pazzo, sicché alle mie conferenze pubbliche o universitarie molti venivano per prendermi in giro e ridere di me. Non comprendevano che, così facendo, essi affermavano con decisione qualcosa riguardo a loro stessi, non riguardo a me. Quanto più saggio sarebbe stato per loro se si fossero chiesti quale squilibrio interiore li spingesse a racimolare un po’ di piacere e di soddisfazione deridendo uno che ritenevano pazzo! Quando non rispettiamo gli altri, stiamo semplicemente affermando che non abbiamo alcun rispetto per noi stessi.

Quante volte avete notato che le persone provano rabbia e dolore verso chi rivela comportamenti simili ai loro? Quante volte di queste persone abbiamo detto: "se loro fanno così e così va bene, ma li manda in bestia che qualcun altro si comporti allo stesso modo"? Ciò che noi vediamo è la reazione di quella persona contro qualcuno che, come uno specchio, le rimanda precisamente i tratti del suo carattere che più odia. In un paio di occasioni, quando la gente per strada rideva di me, io e la mia famiglia ci siamo fermati e abbiamo riso a nostra volta di quelle persone, riflettendo il loro comportamento per vedere che cosa sarebbe successo. La reazione era incredibile: si arrabbiavano moltissimo e ne rimanevano sconvolti, poiché si trovavano faccia a faccia con il loro modo d’agire. Quando vediamo gli altri esprimere ciò che non amiamo di noi stessi, ci sentiamo estremamente a disagio e ciò che si manifesta come rabbia e atteggiamento di condanna nei loro confronti, è in realtà rabbia verso noi stessi.

Il problema dell’umanità in generale, se non quello di ogni suo "individuo", è che, invece di provare rispetto, simpatia e amore per sé, essa si odia. L’umanità è immersa in un mare di sensi di colpa, paure e scarsa considerazione di sé, e il motivo di tutto questo va fatto risalire sia alle vite passate che a quella attuale. Questo senso di colpa, questa paura e questo odio verso se stessi vengono espressi attraverso divisioni, guerre, conflitti su tutti i piani, e nella convinzione che in qualche modo il "successo" materiale possa sopperire al buco nero spirituale ed emotivo che si espande come un cancro in così tanta gente.

Con "spirituale" non intendo comunque "religioso", anche se i due termini vengono continuamente confusi. Per me "spirituale" indica il riunirsi alla Coscienza Una, significa comprendere il nostro ruolo nel disegno eterno delle cose e il nostro infinito potenziale d’amore e di creazione. La religione ha assorbito la spiritualità e ampiamente abusato del suo nome per erigere imperi fondati sul mito e sul potere, elaborati e mantenuti in vita manipolando la paura e il senso di colpa.

La spiritualità è la risposta, mentre la religione, in assoluto contrasto, è parte del problema. Io parlo della necessità di rispettare e amare se stessi, eppure la religione ci dice continuamente che abbiamo peccato e che dobbiamo sentirci colpevoli per ciò che siamo. Ho sentito una signora, cresciuta in un convento cattolico, dire che ogni mattina veniva obbligata ad affermare, nelle sue preghiere, la sua indegnità. L’intero sistema religioso, economico e sociale è stato strutturato per farci sentire colpevoli, pieni di paure, indegni, insoddisfatti o invidiosi (e spesso ci sentiamo così e anche peggio). È un sistema tremendamente distruttivo sia per la gente che per il pianeta.

L’amore e il rispetto verso se stessi sono fondamentali per il benessere futuro della terra, poiché quelle energie talmente negative che abbiamo creato e continuiamo a creare con il nostro modo di considerare noi stessi e quindi gli altri, hanno portato questo pianeta sull’orlo dell’annullamento. Noi invertiremo questo processo, ma per fare questo abbiamo bisogno di comprendere la struttura nella quale viviamo e ci evolviamo. Dobbiamo pertanto renderci conto del modo in cui influenziamo l’equilibrio della terra e di tutti gli altri individui con ogni nostro pensiero.

 

 
 

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