Autrice: Graziella Gibella (Gibi)

Editrice La Gaia Scienza

Pagg. 294 - Prezzo € 23,00

 
 

 

OLTRE IL MONDO INCANTATO

Il limite lo decidi tu, vai oltre ...

 

Le “Chiavi” d’accesso al risveglio oltrepassante di quel “Mondo Incantato” l’Autrice le ha trovate dietro le righe di certe narrazioni fantastiche, nei “c’era una volta” delle fiabe che hanno educato la nostra infanzia, nella liricità sibillina o profetica dei cartoni animati disneyani: non qui intesi però nei banali significati letterari o negli impropri e arditi risvolti psicologici dei personaggi che tutti conosciamo, da Biancaneve alla Bella addormentata nel bosco, ma ricercando e svelando archetipi universali e messaggi tradizionali criptati da saggezze sublimi, voci angelicate preposte a custodirne il segreto quali guardiani di un tesoro interiore mai perduto del tutto. 

In questo delicato e pregevole lavoro l’autrice mette a disposizione dei lettori di buona volontà in cerca del senso delle cose, le sue riflessioni ed esperienze, le meditazioni partorite dai tanti messaggi ricevuti dal suo Maestro interiore a guida nel cammino evolutivo della coscienza verso quel Pensiero Creativo che può conquistarsi davvero, se ci accingiamo ad esplorare le infinite potenzialità della nostra Mente: unica miniera spirituale inesauribile per cambiare le realtà fallaci nella vera realtà che ci sostanzia dal primo battito di vita.

L’opera è contrappuntata  da utili esercizi di meditazione per lavorare in modo pratico sulla nostra interiorità, ampliando le potenzialità della nostra mente creativa, e prepararla a far sbocciare un nuovo essere interiore.


Prefazione

Se è vero come è vero che “l’anima appartiene al regno dello spirito che è sopra tutte le cose corporali”, come predicava San Bernardino da Siena, nulla può dunque contrastare il libero arbitrio dell’uomo che a quel regno celeste appartiene sin dal primo Pensiero divino alitato nelle sue vene.

Nel nostro “cielo interiore” - così lo chiamava Jung - nemmeno gli influssi nefasti degli astri possono determinare la realtà altrimenti dal nostro vero volere perché, per dirla coi versi di Cecco D’Ascoli, Dio fece i cieli e il mondo terrestre “in grazia dell’umana creatura”.

E in questo stato di “grazia” vengono meno tutti i falsi fatalismi. In questa zona segreta e magica dell’essere l’Io è ignudo a se stesso e agli universi creati, e non prova spavento terrifico nella comunione col Logos ma panica ebbrezza  commista a calma imperturbata per immergersi in se stesso e risalirne più in alto dal sé, oltre l’attuale condizione caduca ma verso il risveglio del proprio stato originario, là dove i primi esseri edenici erano l’armoniosa fioritura di Dio.

Nell’esistere necessitante quel libero mondo in cui le divine creature coabitavano in pace con le infinite dimensioni della manifestazione, è andato perduto, o più esattamente relegato in oscure regioni perigliose dell’anima. E l’uomo avendo smarrito la via del ritorno alla “Casa del Padre”, disprezzato esule privo ormai dello Stupore innocente che lo rendeva unico nella melodia delle sfere celesti, dimenticò la Magia dell’Uno e del Tutto. Egli seppe soltanto ammantarsi di vergogna nell’intimo potere ricevuto dall’alto, per vanamente tentare di sfuggire a un fato non più amico ma padrone della sua immaginazione.

Quel ricco mondo perduto, perduto non è, per eccelsa misericordia. Ma pur resta lì dove sempre è stato, è, e per sempre sarà, come “Mondo Incantato: in eterna attesa che un impavido cuore fanciullo, puro perché immacolato dalle tenebre delle terre desolate di quaggiù, possa come il bianco fulgore di una rosa ancora stupirsi della divina creazione e del suo mistero, risvegliandosi in preziosa rugiada di vita per infuocarsi al sole dello spirito che ogni mezzanotte sorge e risorge dall’inizio dei tempi per indiarci sulla giusta rotta e il senso profondo del nostro navigare tra gli ignoti flutti del divenire.

 A questo punto scaturisce la Visione dentro le nebbie di se stessi: il ricordo della nostra antica origine, la purificazione che conduce dal possibile all’impossibile, la Forza dell’Oltre per cui l’uomo non più impotente si solleva come runa del fuoco ancestrale risollevando i mondi con se stesso, per ricrearli nuovamente, in quella meravigliosa consapevolezza per cui il semplice desiderio diviene finalmente atto (come bene intuì Paracelso); e la Fantasia non è più un vuoto e caleidoscopico sognare bensì Via sperimentale,“logica”, per superare concretamente il limite, l’illusoria circonferenza dell’immenso. 

Le “Chiavi” d’accesso al risveglio oltrepassante di quel “Mondo Incantato” Gibi le ha trovate dietro le righe di certe narrazioni fantastiche, nei “c’era una volta” delle fiabe che hanno educato la nostra infanzia, nella liricità sibillina o profetica dei cartoni animati disneyani: non qui intesi però nei banali significati letterari o negli impropri e arditi risvolti psicologici dei personaggi che tutti 

conosciamo, da Biancaneve alla Bella addormentata nel bosco, ma ricercando e svelando archetipi universali e messaggi tradizionali criptati da saggezze sublimi, voci angelicate preposte a custodirne il segreto quali guardiani di un tesoro interiore mai perduto del tutto; per restituirlo intatto ai puri di cuore capaci di apprezzarlo e accoglierlo in pioggia di luce oltre il percepibile.

Cosicché, in questo delicato e pregevole lavoro l’autrice può mettere a disposizione dei lettori di buona volontà in cerca del senso delle cose, le sue riflessioni ed esperienze, le meditazioni partorite dai tanti messaggi ricevuti dal suo Maestro interiore a guida nel cammino evolutivo della coscienza verso quel Pensiero Creativo che può conquistarsi davvero, se ci accingiamo ad esplorare le infinite potenzialità della nostra Mente: unica miniera spirituale inesauribile per cambiare le realtà fallaci nella vera realtà che ci sostanzia dal primo battito di vita.

Il Pensiero Creativo funge allora da “lampada di Aladino”, da pietra dai magici poteri ritrovata per far scoccare ancora una volta dentro di noi quella scintilla divina che ci ha generato dalla luce dei tempi, e che sola può permetterci nel nostro peregrinare terreno di far rinverdire e germogliare la terra devastata dall’inganno razionale, dal dubbio esistenziale; sol che lo si voglia davvero.

La strada per cambiare il mondo parte dalla Scintilla Prima che ignari portiamo nel sangue, che si ravviva ad ogni piccola emozione, che risplende ad ogni pensiero liberato dai vincoli dell’incertezza e della morte, che sfolgora potente nella Fede ritrovata in noi stessi e nell’Assoluto che si offre al mondo visibile e invisibile nell’unica modalità che non ammette mancanza o assenza: l’Amore.

L’Amore che trasfigura, che va oltre l’invalicabile. Quello che nell’accezione trovadorica e provenzale del linguaggio era inteso come la “non-morte” (a-mors).

L’opera di Gibi è contrappuntata  da utili esercizi di meditazione per lavorare in modo pratico sulla nostra interiorità, ampliando le potenzialità della nostra mente, e prepararla a far sbocciare quel “Fiore d’Oro” (caratteristico della metafisica taoista) nel fango del nostro soma che simbolizza il Verbo incarnato che diffonde la nuova Luce sugli orizzonti dell’essere.

Niente è impossibile per il “fanciullo esultante” che lancia la sua sfida al piratesco dolore “uncinoso”, armato sol del suo tenero ma gigantesco “Pensiero Felice”.

                                                                                                 Antonio Tiberio di Dobrynia

 

 

 
 

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