Autore: Robert Bauval

Edizioni Corbaccio

pagg. 350 - € 19,60

 

 
       
 
IL CODICE EGIZIO

 

Quando nel 1994 uscì Il mistero di Orione l’autore sconvolse i suoi lettori e la comunità scientifica con la sua ormai celebre teoria di una correlazione tra le piramidi di Giza e le stelle. Mentre gli effetti di quella teoria sono ancora oggi tangibili, con Il codice egizio Bauval si spinge oltre, rivelandoci il «Grande Progetto Unitario» che coinvolge i templi dell’Alto Egitto.
Secondo l'autore, il fulcro della vita filosofica, scientifica e spirituale dell’Antico Egitto è stata la comprensione del funzionamento dell’universo, il Maat, e dei suoi meccanismi, le stelle. Per questo motivo lo studio degli antichi scienziati è stato quello di riprodurre sulla Terra un’esatta copia delle costellazioni. Da qui la disposizione lungo il Nilo, una Via Lattea in Terra, delle piramidi, le quali, lette in questa prospettiva, assumono significati nuovi e diversi: non tombe, ma sorta di «stazioni di controllo» per l’osservazione dei moti celesti se non addirittura, come la piramide di Saqqara, per l’interazione con essi.
Molto si è scritto su «come» gli egizi possano aver allineato con tale precisione i loro monumenti, ma Robert Bauval vuole rispondere alla domanda più fondamentale: «perché?»

 
 
   UN BRANO     
 

"A che cosa servono le piramidi d’Egitto risalenti all’Antico Regno? Quale poteva essere il loro scopo? Perché nel loro interno vi sono bassi cunicoli e condotti lunghi e stretti a fondo cieco oltre a corridoi, gallerie e camere che sono vuoti e spogli? Perché erano allineate alle stelle secondo calcoli astronomici?
Fino a un’epoca molto recente la teoria più comune offerta dagli egittologi era che le piramidi fossero tombe, enormi sepolcri intesi principalmente a ospitare i corpi dei re defunti. È sorprendente notare come tale teoria sia rimasta praticamente incontestata per quasi due secoli, e questo nonostante l’inquietante particolare che all’interno delle piramidi non sia mai stato trovato il corpo di un re (né uno scheletro, né un teschio, e nemmeno un frammento d’osso) come, del resto, all’esterno. Eppure, stranamente, gli indizi che suggerivano un utilizzo assai più elevato rispetto a quello di semplici sepolture erano numerosi, sotto gli occhi di tutti e facili da osservare e valutare. E questi indizi parlavano chiaramente di una connessione con le stelle...
"

Un nuovo, straordinario libro di Robert Bauval, nel quale l'Autore continua la sua incessante ricerca iniziata con: "Il Mistero di Orione", in cui aprì una nuova pista pionieristica di studio indipendente (e per taluni eretico) descrivendo le correlazioni stellari tra le 3 piramidi di Giza e le 3 stelle della Cintura di Orione... e cercandone il motivo. Oggi, con Il Codice Egizio, Robert va oltre la Piana di Giza, cercando altri indizi e scoprendo perché gli antichi Egizi pensavano che la loro terra fosse uno "specchio del cielo"...

Questo libro è un ulteriore lavoro ILLUMINANTE di questo autore di cui non ci saziamo mai di leggere, che abbiamo personalmente conosciuto e di cui abbiamo ampliamente parlato nella sezione CERCHIO INVICTUS di questo sito.


 

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